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Una decisione d’appello FOIA recentemente rilasciata ha rinviato il caso al Dipartimento di Guerra (DoW) per ulteriori ricerche relative a un presunto memorandum del 2023 descritto da il Wall Street Journal. Secondo il giornale, l’ufficio del Segretario della Difesa ha emesso una direttiva che ordinava l’immediata sospensione di un rituale di nonnismo dell’aeronautica noto come “Yankee Blue”, che prevedeva affermazioni inventate di ingegneria inversa di tecnologia non umana.
Inizialmente il DoW aveva affermato che non era stato trovato alcun memorandum del genere, ma ora l’appello è stato accolto e il caso è stato rinviato per una nuova ricerca.
Un’affermazione non verificata e una controversia crescente
Nel giugno 2023, il Giornale di Wall Street hanno pubblicato affermazioni secondo cui una direttiva dell’ufficio del Segretario alla Difesa era stata diffusa tra i servizi militari “ordinando l’immediata cessazione della pratica”. L’articolo collegava la presunta direttiva a un rituale di nonnismo in cui ai membri del servizio veniva falsamente detto che stavano lavorando su operazioni che coinvolgevano il recupero di imbarcazioni non umane.
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Il WSJ non ha pubblicato la nota, non ne ha identificato la data specifica, né ha fornito le fonti per l’affermazione. Dopo la pubblicazione, nessun documento è emerso pubblicamente e nessuna componente militare ha riconosciuto la conoscenza della direttiva.
Nel settembre 2025, il DoW ha dichiarato in una risposta formale FOIA a The Black Vault di non aver individuato tale memorandum. Il 1° ottobre, interrogata nuovamente sull’affermazione del WSJ, la portavoce del Pentagono Susan Gough ha dichiarato: “Per quanto riguarda il presunto promemoria: non posso confermare l’esistenza di alcun promemoria a livello di dipartimento come descritto nell’articolo. Potresti chiedere all’Air Force o ad altri servizi militari se hanno diffuso tale promemoria al loro personale.” Nell’e-mail originale, la parola “presunto” appariva sottolineata per dare enfasi.
L’Air Force non ha risposto dopo una richiesta di commento, e il caso FOIA per ottenere informazioni sul presunto rituale “Yankee Blue” è ancora aperto.
Una sfida FOIA alla determinazione “No Records” del Pentagono
La richiesta FOIA del Black Vault depositata presso l’Ufficio del Segretario alla Difesa (OSD) il 17 giugno 2025, richiedeva una copia di qualsiasi direttiva emessa nella primavera del 2023 che ordinava la sospensione delle pratiche legate a “Yankee Blue” o di altre attività che comportano affermazioni inventate di ingegneria inversa di tecnologia non umana.
L’OSD ha effettuato ricerche esclusivamente all’interno della Divisione Gestione della Corrispondenza (CMD) e non ha riportato alcun record rispondente.
Il 17 settembre 2025 è stato presentato un ricorso formale, sostenendo che la ricerca era inadeguata e non legalmente sufficiente ai sensi del FOIA. L’appello sottolineava che:
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IL Giornale di Wall Street ha presentato il presunto promemoria come un fatto, non come una speculazione, e ha attribuito alcuni dettagli correlati alla portavoce del Dipartimento della Difesa Susan Gough.
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La FOIA richiede alle agenzie di condurre una ricerca “ragionevolmente calcolata per scoprire tutti i documenti rilevanti”, come stabilito nel Oglesby contro Dipartimento dell’Esercito degli Stati Uniti920 F.2d 57 (DC Cir. 1990).
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Limitare la ricerca al CMD non è riuscito a soddisfare tale standard perché una direttiva a livello di segretario potrebbe ragionevolmente risiedere in più uffici, comprese le direzioni politiche o il segretariato esecutivo dell’OSD.
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Le agenzie devono perseguire le piste logiche che emergono durante l’indagine, ai sensi Campbell contro DOJ164 F.3d 20 (DC Cir. 1998).
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Qualsiasi memorandum di questo tipo del 2023 rientrerebbe nella conservazione obbligatoria dei registri federali e la sua assenza solleverebbe preoccupazioni sulla gestione dei registri.
Il ricorso richiedeva una ricerca più ampia su tutti i componenti OSD appropriati o un chiarimento formale sull’eventuale emanazione della direttiva.
La decisione d’appello: custodia cautelare per nuove perquisizioni
Il 12 dicembre 2025, il capo ad interim della divisione FOIA ha emesso una decisione scritta:
“Dopo aver attentamente considerato il tuo ricorso e in seguito alle discussioni tra il personale del FOID e questo ufficio, rinvio la tua richiesta al FOID per una ricerca di documenti rispondenti.”
La lettera afferma che se vengono trovati documenti rilasciabili, questi verranno forniti e che il richiedente potrà presentare nuovamente ricorso nel caso in cui si verificasse una futura decisione negativa.
La vittoria dell’appello non conferma che la nota esista, sarà ritrovata o resa pubblica. La decisione stabilisce solo che la ricerca precedente era insufficiente ai sensi del FOIA e che ora è necessaria una ricerca rinnovata e ampliata.
Tuttavia, nel contesto più ampio, il rinvio evidenzia diverse incongruenze irrisolte:
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Il WSJ ha riportato un memorandum come fatto, ma non ha affrontato il seguito del resoconto di The Black Vault, né ha fornito una copia del memorandum, né ha chiarito le fonti.
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Il DoW ha dichiarato a The Black Vault in due canali separati attraverso il loro ufficio FOIA e l’ufficio Affari Pubblici, che non poteva confermare l’esistenza del promemoria, enfatizzando la parola “presunto” nella loro risposta da quest’ultimo.
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La decisione del ricorso contraddice direttamente la precedente conclusione del FOIA secondo cui non esistevano documenti rispondenti, ordinando una nuova ricerca nonostante le precedenti dichiarazioni categoriche.
Il risultato rimette la questione al Pentagono: o individuare il memorandum descritto dal WSJ, o risolvere formalmente se non sia mai stato emesso.
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